venerdì 23 agosto 2019
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Come si diventa affidatari

Per le persone che si propongono per l’accoglienza di un minore in affidamento, il servizio ha predisposto un percorso di formazione e di conoscenza che li accompagnerà verso una scelta consapevole e misurata alle proprie capacità e disponibilità.

Le persone che hanno preso contatto, con gli operatori di Spazio Affido sono invitati a partecipare ad un incontro finalizzato a fornire tutte le informazioni necessarie per una migliore comprensione dell’affidamento (obiettivi, dinamiche, modalità) e, se lo desiderano, confermare la propria disponibilità con più consapevolezza.

Coloro che hanno reiterato la loro disponibilità, sono invitati a partecipare a dei colloqui con una coppia di operatori, finalizzati ad una maggiore conoscenza della coppia o del singolo, dei figli, quando ve ne sono, della specifica situazione di vita, della disponibilità offerta e delle potenzialità in grado di esprimere, connettendoli degli aspetti relativi all’affidamento.

Al termine del percorso gli operatori di Spazio Affido, insieme agli aspiranti affidatari, delineano un profilo dal quale emerge per quale minore, tipo di situazione, per quanto tempo, possono e vogliono essere affidatari.

Coloro che sono ritenuti idonei vengono inseriti nella Banca Dati delle famiglie affidatarie.


IL PERCORSO DELL'AFFIDO FAMILIARE

Prima fase – l’avvio dell’affidamento

In relazione alle specifiche situazioni dei minori per i quali si prevede un affidamento, sulla base del progetto di intervento individualizzato elaborato a favore del minore e della sua famiglia, si ipotizza un abbinamento ragionato tra il minore e l’affidatario individuato dalla Banca Dati chi risulta più corrispondente, per caratteristiche personali e familiari, disponibilità offerta.
All’affidatario così individuato, gli si presenta la proposta di affidamento, fornendogli tutte le informazioni necessarie sul minore e sulla sua situazione (garantendo in questa prima fase l’anonimato del minore) affinché possa confermare o meno la sua disponibilità verso quella specifica situazione.
In caso di assenso si cominciano a delineare le modalità di procedimento.
Tenuto conto delle esigenze del minore e dell’affidatario, si procede con un affiancamento graduale per una reciproca conoscenza e familiarizzazione, costantemente supportata e verificata dagli operatori dei servizi sociali competenti.
In seguito all’esito positivo del periodo di affiancamento, verificata la concreta possibilità che si stabilisca una relazione costruttiva tra i soggetti, il progetto viene definito e sancito con un provvedimento formale.
La famiglia di origine del minore è informata e coinvolta nel progetto di affido a cura degli operatori incaricati.

Seconda fase – Sostegno e monitoraggio

Durante il periodo di affidamento è previsto un monitoraggio costante del progetto con verifiche periodiche, colloqui individuali, consulenza e sostegno psico-sociale all’affidatario, al minore e ai suoi genitori, cura dei rapporti tra il minore e la famiglia di origine, incontri mensili tra gruppi di affidatari, assemblee tematiche di interesse comune e ogni altra attività utile affinché si realizzino gli obiettivi preposti.

Terza fase – Conclusione del progetto di affidamento familiare

In prossimità della scadenza del provvedimento di affidamento è programmato un momento di verifica finalizzato a valutare il raggiungimento degli obiettivi preposti o la necessità di prorogare l’affido.
Se la famiglia di origine del minore ha superato le proprie difficoltà e il minore può tornare presso i suoi genitori, si programma un rientro graduale. E’ un momento di festa per la riuscita del progetto ma è anche un momento delicato per il minore, l’affidatario, la famiglia di origine.
Qualora le situazioni specifiche non consentissero il rientro del minore presso la propria famiglia di origine viene valutata la possibilità di riformulare e prolungare il progetto di affidamento.

Chiusura dell’affidamento familiare

L’affidamento si conclude, di norma, con provvedimento dell’Autorità Giudiziaria che lo aveva disposto, quando:

  • Sono stati raggiunti gli obbiettivi del progetto di affido.
  • Quandola famiglia ha superato le proprie difficoltà e può riaccogliere il bambino.
  • Quando la permanenza presso la famiglia affidataria è controproducente per il minore.
  • Quando l’affidato abbia raggiunto la maggiore età o si sia al termine del “prosieguo amministrativo”.

La decisione di concludere l’affido familiare spetta, salvo cessazioni dovute a cause di forza maggiore, agli operatori di base responsabili del caso, che predisporranno la relazione di chiusura da inviare all’Autorità Giudiziaria.

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Ultima Modifica: 28 maggio 2015
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